ARTISTI

  Giuseppe Augusto Levis

Giuseppe Augusto Levis (1873-1926), è stato un pittore ben radicato a Racconigi (dove ha lasciato in eredità alla Pinacoteca centinaia di capolavori), tanto da frequentare casa Savoia e per questo venire in contatto con lo zar Nicola II in occasione della sua visita di stato nel 1909. Figlio del suo tempo e perfettamente aderente alle scelte culturali di tendenza dell’ambito piemontese, Levis dipinge panorami e personaggi che incontra nel suo transitare per le terre di casa Savoia e le corti reali europee: grande viaggiatore, percorre l’Olanda e si reca, ospite dello zar nel 1913 a San Pietroburgo.

                       

              

Lago di Mucrone                                              Pinacoteca di Chiomonte                                

            

  Carlo Follini

Carlo Follini (Domodassola/NO, 1848 - Pegli/GE, 1938)  

Carlo Follini nasce a Domodossola il 24 agosto 1848.

Studia matematica mentre è impiegato presso un'assicurazione, nel contempo si dedica alla pittura da autodidatta. Si iscrive poi nel 1873 all’Accademia Albertina di Torino, per seguire i corsi di paesaggio tenuti da Antonio Fontanesi. Studia il vero en plein air, con solida tecnica disegnativa. Nello stesso anno, ispirato da Fontanesi,  inizia la sua produzione con Casolare di pescatori e Un angolo del mio giardino che espone presso  la Torinese Società Promotrice, riscuotendo un buon consenso di pubblico e di critica. Durante i suoi studi, Fontanesi viene più volte premiato per la sua produzione artistica. Nel 1877 si trasferisce a Bologna accompagnato dal fratello e negli anni seguenti intraprende diversi viaggi in importanti città italiane, quali Bologna, Firenze e Napoli, dove espone Tramonto alla Promotrice Salvator Rosa. Nel 1881 ritorna a Torino, pur continuando negli anni i suoi viaggi in Italia e in Europa, durante i quali fa studi dal vero, completati in seguito con l’impiego di tecniche e di tematiche diverse: dalle marine (Fosco tramonto a Viareggio, 1902, Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna); ai paesaggi lacustri e lagunari; alle vedute alpine (Abbeveraggio sulle Alpi, Roma Galleria Nazionale d’Arte Moderna); alle nature morte (Natura morta, Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna). Apprezzato dalla critica e sostenuto dal collezionismo, partecipa alle maggiori rassegne con una fitta produzione, caratterizzata dal tratto elegante e dalla pennellata sciolta. Le opere della maturità traggono spunto dalla Scuola di Rivara e suggestioni formali da artisti francesi contemporanei, e dai Divisionisti Lombardi.

Muore a Pegli (Ge) il 6 marzo del 1938. 

                       

La passeggiata sulla spiaggia                            Paesaggio con figure                       Paesaggio con figura

 

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 Alessandro Lupo

Alessandro Lupo (Torino 1876 – 1953), mentre studia legge si forma sotto la guida di Vittorio Cavalleri. Alla ricerca di un espressione autonoma, la sua pittura caratterizzata dall’impronta coloristica si inserisce in un generico filone post-impressonista, radicato però nel naturalismo piemontese del secondo Ottocento.
Raggiunge la notorietà con le sue composizioni di mercati brulicanti di figure, di cavalli da tiro, porti e marine di Genova e della riviera ligure, scorci di Venezia e della laguna, soggetti di Verona, Ponza, Capri, Siena, Roma, paesi e scene alpine della Valle d’Aosta. E proprio il paesaggio della Valle d’Aosta costituisce uno dei temi ricorrenti in cui l’artista raggiunge esiti particolarmente felici. Negli anni dal 1904 al 1950 Lupo soggiorna ripetutamente in Val d’Ayas, a Gressoney, a Cogne, in Valtournenche e a Courmayeur, attratto da quel contesto alpestre che lo aveva sempre particolarmente interessato.
Il pittore e critico Emile Bernard in occasione della personale di Lupo alla Galleria Bardi di Milano (1930), nell’entusiastica introduzione al catalogo ne scrive così: "E’ un uomo che ha per occhio un prisma. Scompone la luce in colori brillanti, e dispiega sulle tavole le policromie celesti. Coglie non solo il colore ma le sue vibrazioni più sottili e la sua sostanza (…). La sua immaginazione è una tavolozza, la sua anima una tavolozza (…) per lui è sempre la poesia della luce e dell’atmosfera (…)".
Ad Aosta verrà allestita una mostra di 75 opere, scalate nell’arco della produzione dell’artista e della sua varia soggettistica, doverosa riflessione su un pittore singolare, amato più dal collezionismo che dalla critica, a causa della sua radicazione nella poetica figurativa.
Il catalogo della mostra contiene un saggio critico di Giuseppe Luigi Marini e completi ed esaurienti regesti biografici e bibliografici dello stesso autore (oltre 600 titoli di pubblicazioni e 1400 dipinti citati), così da offrire una vera e propria opera monografica sull’artista.

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Cesare Maggi 

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Cesare Maggi (Roma, 1881 Torino, 1961) è stato un pittore italiano.

Biografia [modifica]

Ricevette una densa formazione artistica in giro per l’Italia e per l’Europa. A Napoli fu allievo di Gaetano Esposito, a Torino di Giacomo Grosso, a Firenze di Vittorio Matteo Corcos, a Parigi di Fernand Cormon. Seguì poi per qualche anno la lezione divisionista di Giovanni Segantini, recandosi sulle montagne dell’ Engadina. Abbandonò negli anni successivi questo modo di dipingere per dedicarsi alla ritrattistica

Nel 1903 vinse a Milano il Premio Fumagalli di pittura. Nel 1905 presentò alla Biennale di Venezia l’opera Mattino di festa, che fu acquistata da una galleria inglese. Da allora e fino al 1926 fu sempre invitato a questa manifestazione artistica. Nel 1941 risultò vincitore al Premio Cremona di pittura. Alternò l’attività artistica all’insegnamento presso l’Accademia Albertina di Torino.

Pittore conosciuto per aver trattato con notevole efficacia i temi della montagna, è amato soprattutto per i paesaggi alpini innevati, che hanno sempre riscosso grandi attenzioni da parte del collezionismo. Meno apprezzate sono le opere che raffigurano marine o nature morte.

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Felice Vellan

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Felice Vellan trascorse tempo della sua vita a Mazzè, ospitato nella casa di "Zia Marta" in Via Municipio di proprietà allora della famiglia Orso. Dipinse più volte il mercatino della Piazza del Peso (Piazza Vittorio Veneto).

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Felice Vellan "Mazzè: mercato della Piazza del Peso"

 

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Felice Vellan "Mazzè: Processione di S.Rocco"

 

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Lorenzo Delleani

Lorenzo Delleani (Pollone, 17 gennaio 1840Torino, 13 novembre 1908) è stato un pittore italiano.

Primavera in alta montagna (1904 - 1905)

Biografia [modifica]

Compì studi classici e musicali, quindi si iscrisse all'Accademia Albertina, allievo di Gamba e Gastaldi.

Dipinse dapprima quadri storici. Verso il 1880 si avvicinò al verismo, talvolta indulgendo ancora alla pittura di genere (Beccaio con vitello, 1881, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).

Nell'ambito della scuola di paesaggio piemontese, rappresentò con Vittorio Avondo l'indirizzo più naturalistico (Campo san Maurizio, 1882, Milano, Galleria d'Arte Moderna). Numerosi i paesaggi di montagna, caratterizzati da colori brillanti e da una pennellata pastosa e veloce. A Delleani non piaceva dipingere città ma paesaggi naturali soprattutto della zona biellese. I suoi luoghi preferiti furono Torino, dove trascorse parecchi inverni, Biella, Pollone e il castello di Miradolo, ospite dei conti Cacherano di Bricherasio ed in particolare dalla contessa Sofia, la sua allieva prediletta.